Guida alla scelta del safari perfetto nei parchi del nord in Tanzania. Cosa, come, quando e perché.

La Tanzania è indiscutibilmente una delle patrie dei safari in Africa. Per quanto essa sia ormai diventata quasi un sinonimo di Serengeti, la scelta è molto più ampia. E si possono individuare almeno 3 diversi circuiti di safari.

Periodi consigliati per i safari in Tanzania nei parchi del nord

Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic
Ottimo
Buono
Discreto
Così così
Sconsigliato
Non possibile

I safari in Tanzania nei parchi del nord si possono fare tutto l’anno, anche se nei mesi di marzo e aprile di norma piove quasi tutti i giorni. I mesi che abbiamo indicato come i più consigliati coincidono con quelli del passaggio della Grande Migrazione.

Animali che si possono vedere nei safari in Tanzania nei parchi del nord

La fauna è particolarmente abbondante nel Serengeti, soprattutto durante la Grande Migrazione, ma è comunque sempre presente in gran numero un pò ovunque.

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Tarangire National Park

Introduzione al Tarangire National Park

Il Parco nazionale del Lago Manyara è un’area protetta situata tra il Lago Manyara e la Great Rift Valley. Ricopre un’area di 325 km2, di cui il 70% circa di superficie lacustre. Sul lago sono state osservate più di 350 specie di uccelli.

Il clima del Tarangire National Park

Il periodo migliore per visitare il Tarangire va da giugno a ottobre, durante la stagione secca. La stagione umida, in compenso, è l’ideale per il birdwatching.

Flora e fauna del Tarangire National Park

Il parco è famoso per l’alta densità di elefanti e di alberi di baobab. I visitatori del parco nella stagione secca, da giugno a novembre, possono aspettarsi di vedere grandi mandrie di migliaia di zebre, gnu e bufali del Capo. Altri animali residenti comuni sono il waterbuck, la giraffa, il dik dik, l’impala, l’eland, la gazzella di Grant, il cercopiteco, la mangusta e il babbuino. I predatori del Tarangire includono leone, leopardo, ghepardo, caracal, tasso del miele e il licaone. I leoni del Tarangire sono famosi per le loro insolite abitudini arboricole.

Con oltre 550 specie di uccelli, il parco è inoltre un paradiso per gli appassionati di birdwatching.

Come arrivare al Tarangire National Park

Il Parco nazionale del Tarangire è raggiungibile da Arusha in meno di due ore attraverso una strada asfaltata in direzione sud. Il Parco Nazionale del Lago Manyara dista 70 chilometri appena 70 km.

Lake Manyara National Park

Introduzione al Lake Manyara National Park

Il Tarangire National Park è un parco nazionale nella regione di Manyara, che si estende su un’area di circa 2.850 chilometri quadrati. Il nome del parco deriva dal fiume Tarangire che lo attraversa, che costituisce la principale fonte d’acqua per la fauna durante la stagione secca. Il parco è toccato dal fenomeno della grande migrazione. Il paesaggio è composto da creste granitiche, valli fluviali e paludi. La vegetazione è costituita da boschi di acacia, boschi di Combretum, praterie allagate stagionalmente e grandi baobab.

Il clima del Lake Manyara National Park

Ci sono due stagioni delle piogge: quell “brevi” da novembre a dicembre e quelle “lunghe” da marzo a maggio. Il mese più piovoso è solitamente aprile, con una media di  19 giorni di pioggia. Quelli più secchi, con precipitazioni praticamente assenti, sono luglio, agosto e settembre. I mesi più caldi sono gennaio, febbraio e marzo.

Flora e fauna del Lake Manyara National Park

La flora

La flora del Parco Nazionale del Lago Manyara è estremamente varia. Il parco presenta una varietà di habitat diversi. I fiumi che scendono dalla scarpata e le sorgenti perenni sotto la parete di frattura sostengono alte foreste sotterranee sempreverdi. Mentre la boscaglia lungo la sponda occidentale del lago, dominati da specie di Acacia e Commiphora, sono irrorati anche dalle acque sotterranee. L’albero dominante è l’Acacia tortilis. Estese paludi si sono formate dove scorrono il fiume Simba e i suoi affluenti.

La fauna

Le popolazioni di grandi mammiferi migratori che si concentrano principalmente nel Parco Nazionale del Tarangire, ma che si spostano anche attraverso il Parco Nazionale del Lago Manyara, includono lo gnu, la zebra, la gazzella di Thomson e la gazzella di Grant. Grandi mandrie di gnu e di altra selvaggina di pianura provenienti dalla Mto wa Mbu Game Controlled Area entrano nel parco da nord per brevi periodi. Gli gnu pascolano esclusivamente nelle praterie alcaline intorno al lago e il loro numero è massimo durante la stagione secca, mentre scende a piccole popolazioni residenti nella stagione umida. La fauna del Lake Manyara ha subito ua drastica riduzione nella seconda metà degli anni ’80, che ha visto anche l’estinzione nella zona del rinoceronte nero. Tra i grandi predatori residenti spiccano il leone e la iena maculata, mentre la presenza del leopardo e del ghepardo è molto occasionale.

Il Parco Nazionale del Lago Manyara è noto per gli stormi di migliaia di fenicotteri che affollano il lago nella stagione umida. Nel 1991 si stimava la presenza di 1.900.000 esemplari non nidificanti di fenicottero minore e di 40.000 fenicotteri maggiori. Anche il pellicano bianco maggiore può essere presente in gran numero. Complessivamente, nel parco nazionale sono state documentate oltre 390 specie di uccelli anche se, nella stagione secca, la popolazione di uccelli nel parco cala drasticamente.

Come arrivare al Lake Manyara National Park

Il Parco Nazionale del Lago Manyara si trova a 126 km  a sud-ovest di Arusha e può essere raggiunto in auto in un’ora e mezza, e una settantina da Tarangire.

Il Ngorongoro

Introduzione alla regione del Ngorongoro

La Ngorongoro Conservation Area (NCA) si ospita il vasto cratere vulcanico del Ngorongoro ed una quantità incredibile di animali, tra cui tutti i Big 5 (elefante, leone, leopardo, bufalo e rinoceronte). Considerata una delle Sette Meraviglie Naturali dell’Africa, la NCA è stata universalmente riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 1979.

Il clima del Ngorongoro

Sebbene il Ngorongoro e le Highlands del cratere si trovino a meno di 200 km a sud dell’equatore, l’elevata altitudine (per lo più superiore ai 2.000 m) fa sì che il clima sia sorprendentemente fresco, salendo raramente sopra i 25°C di giorno e scendendo più spesso sotto i 10°C di notte. Di giorno tende a essere soleggiato, ma il tempo nuvoloso è tutt’altro che insolito e il divario di altitudine tra il fondo e la cima del cratere si traduce in un significativo accumulo di nebbia nelle prime ore del mattino. L’escursione termica media annua è limitata, anche se da ottobre a marzo  fa un pò più caldo del resto delll’anno. Più dell’80% delle precipitazioni annuali di 1.000 mm cadono da novembre a maggio, con il picco a marzo ed aprile.  Per contro chi si reca nel Ngorongoro da marzo a maggio ha l’opportunità di sfuggire alla folla dell’alta stagione.

Flora e fauna del Ngorongoro

La flora

Il dislivello tra la cima del Ngorongoro (2280 m) e la sua base a valle (1800 m) fa sì che all’interno del cratere vi sia una notevole varietà di habitat. Il fondo del cratere è costituito da una savana a erba corta punteggiata da laghi poco profondi, dolci e salmastri, paludi e acquitrini. Due foreste degne di nota sono la Foresta di Lerai e la Foresta di Laiyanai, mentre i dintorni del Lago Eyasi sono dominati da Acacia mellifera e Dalbergia melanoxylon durante la stagione secca.

La fauna

Il cratere del Ngorongoro è senza dubbio il luogo con la maggiore concentrazione di animali della Tanzania. Il fondo del cratere, in particolare, brulica di animali selvatici e gli avvistamenti dei predatori tendono a essere eccezionali. Vanta la maggiore densità di leoni al mondo, ed una notevole presenza di altre grandi predatori, su tutti la iena maculata. Non perdete di vista i carnivori più piccoli, come gli sciacalli dorati e neri e le volpi dalle orecchie di pipistrello. Se siete fortunati, potreste anche vedere un serval a caccia di piccoli roditori o uccelli. È inoltre uno dei pochi posti in Tanzania dove ci sono ottime probabilità di vedere il rinoceronte nero. Le grandi mandrie di bufali compensano la relativa scarsità di elefanti, molti dei quali peraltro si distinguono per le zanne gigantesche. Benché comuni nell’area, non si trovano giraffe all’interno del cratere. Probabilmente le pareti scoscese costituiscono una barriera naturale per loro. I safari all’interno del Ngorongoro sono eccellenti tutto l’anno, ancor di più da giugno ad ottobre, periodo che coincide con la stagione secca, ma lo scenario complessivo è più spettacolare nella stagione umida, da novembre a maggio.

Come arrivare al Ngorongoro

Il cratere di Ngorongoro dista circa 185 km da Arusha, e può essere raggiungo in auto con un tragitto dalle due alle quattro ore.

Per chi preferisce accorciare i tempi, ci sono voli giornalieri da Arusha al Lake Manyara Airstrip. Da lì, il viaggio verso il cratere di Ngorongoro dura un’ora e mezza. Considerati però anche i tempi di attesa, alla fine, non è detto che ci sia un effettivo risparmio di tempo.

Il Serengeti

Introduzione al Serengeti

Se avete mai sognato l’Africa, è molto probabile che abbiate sognato il Serengeti. Set cinematografico di innumerevoli documentari naturalistici, qui si svolge l’increbile spettacolo della Grande Migrazione, uno degli eventi naturali più straordinari del nostro pianeta.

Il clima del Serengeti

Il Serengeti è un vasto ecosistema con molte differenze stagionali in termini di tempo e clima. Il Parco Nazionale del Serengeti vive una stagione generalmente fresca e secca da maggio ad agosto; una stagione secca e più calda in settembre e ottobre; una stagione più umida e calda da novembre ad aprile.

Anche se l’immagine popolare vuole che l’Africa sia un luogo molto caldo, il clima del Serengeti è in realtà molto piacevole e moderato. Raramente fa un caldo fastidioso e le temperature si abbassano durante la notte e la mattina presto. Le temperature minime e massime variano a seconda delle stagioni, con la stagione umida che è la più calda. La zona di Seronera raramente supera i 37 °C nei pomeriggi caldi della stagione delle piogge e difficilmente scende sotto i 13 °C nelle prime ore del mattino nella stagione secca.

La temperatura massima media giornaliera varia con l’altitudine: da 15 °C vicino agli altipiani del cratere a circa 30 °C vicino al Lago Vittoria. A causa della sua altitudine, il Parco Nazionale del Serengeti è un'”isola fredda” in una regione molto più calda.

Nel Parco Nazionale del Serengeti ci sono due periodi di pioggia. Le brevi piogge da novembre a dicembre sono le prime a rompere la morsa della stagione secca. Queste piogge sono imprevedibili ed è improbabile che interferiscano con il vostro safari. Le piogge lunghe seguono le piogge brevi nel periodo da marzo a maggio, che sono i mesi di maggiore precipitazione. Raramente piove per l’intera giornata, ma va detto che piove quasi tutti i giorni, con la savana che si colora di verde. A volte le piogge si fondono in un unico periodo prolungato, soprattutto nel nord. Oppure le piogge brevi possono mancare del tutto, soprattutto nel sud-est del Serengeti.

Flora e fauna del Serengeti

La flora

Il Serengeti presenta un’ampia gamma di piante ma la sua vera icona è l’acacia tortilis, dalla classica chioma a forma di ombrello.

La fauna

Il Serengeti ospita un’impressionante quantità di animali, ma è famoso soprattutto per la grande migrazione degli gnu (circa un milione) seguiti da migliaia di zebre e da branchi di predatori, dal leone al ghepardo, dalla iena maculata al coccodrillo del Nilo che aspetta il passaggio delle mandrie attraverso i guadi dei fiumi, con scene anche estremamente cruenti.

Come arrivare al Serengeti

La maggior parte dei safari nel Serengeti parte da Arusha. Il viaggio via terra copre una distanza di circa 325 km e richiede non meno di 8 ore. Tuttavia il Serengeti è solitamente la tappa finale di un itinerario più articolato che da Arusha tocca quantomeno il Tarangire ed il Ngorongoro. Partendo dal cratere, la distanza per l’area di Seronera nel Serengeti è di circa 140 km/90 km e il tempo di guida è di circa 3 ore*. Ci sono comunque anche voli regolari da Arusha a diverse piste di atterraggio all’interno del parco.

Consigli finali per i migliori safari in Tanzania nei parchi del nord

A) Pernottate una notte ad Arusha prima di iniziare il circuito di safari. Un giorno jolly è sempre utile per evitare o gestire al meglio eventuali imprevisti. Se arrivate di buon’ora, potrete visitare delle piantagioni di caffè oppure fare un salto nel piccolo ma piacevole Arusha National Park. In città ci sono diverse strutture ricettive un pò per tutte le tasche. La notte extra prima del circuito non stravolgerà di certo il vostro budget

B) Fate tutti i trasferimenti via terra, salvo eventualmente l’ultima tratta per Arusha. Oltre a risparmiare, vi renderete maggiormente conto di dove vi trovate e della varietà di paesaggi ed ecosistemi.

C) Alla notte iniziale ad Arusha, aggiungete 1-2 notti al Tarangire, almeno 1 nell’area del Ngorongoro, e non meno di 3 notti nel Serengeti. Questo fa in totale almeno una settimana, ma se volete perlustrare meglio la regione del Ngorongoro, dove si trovano attrazioni molto interessanti anche per quel che concerne la cultura locale, come il lago Eyasi e il lago Natron, considerate almeno una decina di giorni.

D) L’area migliore del Serengeti dove soggiornare dipende dal passaggio della grande migrazione, e quindi dal periodo. Da gennaio a marzo il clou è nella Ngorongoro Conservation Area e nel Serengeti meridionale. Questo periodo di solito coincide anche con la stagione delle nascite. Ad aprile e maggio la migrazione si sposte verso le pianure centrali del Serengeti, ma questo periodo coincide anche con la stagione delle grandi piogge. A giugno e luglio le mandrie si spostano verso il fiume Grumeti ed il confine con il Masai Mara, in Kenya. Da agosto a tutto ottobre la grande migrazione si svolge prevalentemente nel Masai Mara, per poi tornare nel Serengeti nord-orientale da novembre a dicembre.

E) Proprio a causa dell’erraticità del circuito delle grandi mandrie di gnu, zebre e grandi predatori al seguito, il modo migliore di essere nel posto giusto al momento giusto è utilizzare campi tendati mobili (wilderness camps).